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Quando si può parlare di "calo" del desiderio?


Il desiderio sessuale non è costante nel tempo: muta, fluttua, si trasforma. A volte si intensifica, altre volte sembra svanire del tutto. Questo fenomeno è molto comune ma fonte di grande preoccupazione, e rappresenta uno dei motivi più frequenti per cui ci si rivolge a un consulente sessuale.

Come psicologa e consulente in sessualità, ricevo spesso domande del tipo: “Perché non ho più voglia di fare l’amore?” oppure “Il mio partner pensa che non lo desideri più, ma non è così...”. In questo articolo voglio fare un po’ di chiarezza su cosa si intende per calo del desiderio sessuale, da cosa può dipendere e quali strategie si possono adottare per affrontarlo.

Ma partiamo dall’inizio: che cos’è il desiderio sessuale?

Il desiderio sessuale è definito come la motivazione o l'interesse verso esperienze di tipo sessuale. Può manifestarsi sotto forma di fantasie, pensieri, impulsi o comportamenti orientati alla ricerca di piacere e intimità sessuale.

Non è solo un impulso biologico, ma di un'esperienza complessa che coinvolge componenti fisiologiche, psicologiche, relazionali e culturali. Può essere spontaneo (emergere “dal nulla”) oppure reattivo (in risposta a stimoli emotivi o situazionali).

Quando si può parlare di "calo" del desiderio?

A tutti può capitare, in certi momenti della vita, di sentirsi meno coinvolti dal punto di vista sessuale. Il desiderio va e viene e questo può dipendere da tante cause differenti: stress, cambiamenti significativi, stanchezza fisica o mentale. Questo, nella maggior parte dei casi, è perfettamente normale e temporaneo. Tuttavia, quando la mancanza di desiderio sessuale diventa persistente, causa sofferenza personale o interferisce con la vita relazionale, può trattarsi di una condizione che merita attenzione clinica.

Cosa dice il DSM-5: i criteri per diagnosticare un vero e proprio disturbo

Il DSM-5, il manuale diagnostico di riferimento internazionale per la salute mentale, distingue le difficoltà legate al desiderio sessuale in modo diverso per uomini e donne.

Negli uomini, il calo significativo e persistente del desiderio sessuale è classificato come: Disturbo del desiderio sessuale ipoattivo maschile.
Perché si possa parlare di vero e proprio disturbo, devono essere presenti questi criteri:

  • Desiderio sessuale assente o marcatamente ridotto, incluse fantasie ed iniziativa sessuale;

  • La condizione deve durare da almeno 6 mesi;

  • Deve causare sofferenza significativa nella persona;

  • Non deve essere spiegabile da altre cause come una malattia, farmaci, uso di sostanze, un altro disturbo mentale o problemi relazionali temporanei.

Inoltre, vengono specificati alcuni aspetti:

  • Se il disturbo è acuto o persistente (cioè quanto dura),

  • Se è generalizzato o situazionale (si presenta sempre o solo in certe condizioni),

  • E il livello di gravità (lieve, moderato, grave), in base all’impatto sulla qualità della vita.

Nelle donne, invece, il DSM-5 unisce il desiderio sessuale e l’eccitazione sessuale in un’unica categoria diagnostica, ovvero il Disturbo dell’interesse/eccitazione sessuale femminile.
In questo caso, devono essere presenti almeno tre dei seguenti segnali, per almeno 6 mesi:

  • Ridotto interesse per l’attività sessuale;

  • Scarsa o assente presenza di fantasie o pensieri erotici;

  • Ridotta o nulla iniziativa sessuale, o scarsa risposta agli stimoli del partner;

  • Scarso piacere o eccitazione durante il rapporto;

  • Diminuzione delle risposte genitali o non genitali legate all’eccitazione.

Anche qui, l’elemento principale per parlare di disturbo vero e proprio è che la condizione provochi malessere personale e/o relazionale.

Le cause del calo del desiderio

Il desiderio sessuale può ridursi per molte ragioni, spesso interconnesse:

  • Cause biologiche: variazioni ormonali (ad es. menopausa, post parto, disfunzioni tiroidee), effetti collaterali di farmaci (soprattutto antidepressivi SSRI), stanchezza cronica, dolore durante i rapporti;

  • Cause psicologiche: ansia, depressione, stress, bassa autostima, esperienze sessuali negative;

  • Fattori relazionali: conflitti di coppia, mancanza di comunicazione, routine, aspettative divergenti;

  • Fattori culturali e sociali: tabù, senso di colpa, pressioni estetiche e di performance.

Un aspetto importante è che spesso il calo del desiderio non ha un'unica causa, ma nasce da un mix di elementi personali, relazionali e contestuali.

Disfunzioni sessuali correlate

Il calo del desiderio può manifestarsi da solo oppure in associazione ad altre difficoltà sessuali, come: Disfunzione erettile; Anorgasmia (difficoltà a raggiungere l’orgasmo); Vaginismo o dispareunia (dolore durante la penetrazione).

Queste condizioni possono essere causa o conseguenza del calo del desiderio: ad esempio, una donna che prova dolore durante i rapporti potrebbe perdere progressivamente la voglia di farli, e un uomo con problemi di erezione potrebbe sviluppare ansia da prestazione e perdita di desiderio.

Il desiderio va nutrito, non dato per scontato

La sessualità di coppia non si alimenta solo di attrazione fisica, ma anche di dialogo, gioco, intimità, e curiosità. Aspettarsi che il desiderio resti invariato nel tempo senza coltivarlo è irrealistico. Come ogni altra forma di relazione, anche quella sessuale ha bisogno di attenzione.

Quando chiedere aiuto?

Chiedere un consulto con uno psicologo esperto in sessuologia può essere utile quando il disagio persiste e si riflette negativamente sulla qualità della vita. Il percorso non è necessariamente lungo o complesso: spesso bastano pochi incontri per fare chiarezza e ritrovare un equilibrio.

Per chi è in coppia, è importante sottolineare che non sempre entrambi i partner vivono la situazione allo stesso modo. Una consulenza può aiutare a creare uno spazio neutro in cui confrontarsi con serenità.

Se ti riconosci in alcune delle situazioni descritte, sappi che non sei solo e che esistono strumenti efficaci per affrontarle. Parlarne è già un primo passo importante.

Bibliografia

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Kaplan, H. S. (1979). Disorders of sexual desire. New York: Simon and Schuster.

Kingsberg, S. A. (2010). Hypoactive sexual desire disorder in women: Treatment strategies and outcomes. Journal of Clinical Psychiatry, 71(5), 27–31. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/20528295/

Levine, S. B. (2003). The nature of sexual desire: A clinician’s perspective. Archives of Sexual Behavior, 32(3), 279–285. https://doi.org/10.1023/A:1023427829826

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Fonti e approfondimenti utili

https://www.aispa.it/sex-and-the-science/12-sexscience/sexscience/282-quando-il-desiderio-sessuale-e-basso

https://www.fondazionegraziottin.org/it/scheda.php/Sessualita-e-fisiopatologia-sessuale?EW_CHILD=15292

https://www.ipsico.it/sintomi-cura/calo-desiderio-sessuale/

 


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